sabato, maggio 27, 2006

Pensieri di morte, pensieri di vita

Pensavo alla morte come ad una esperienza incondivisibile.
Non voglio spaventarvi, mi sento come la persona più felice di questo mondo, sia ben chiaro. Noi ci sforziamo di condividere, spesso ci riusciamo, in una ricerca infinita e precaria di armonia dei sensi, però quando siamo sul punto di morire, in quel momento cari amici, il privilegio di quell'esperienza è cosa unica e riservata. Ma io vorrei fermare la vostra attenzione sull'ultimo istante condivisibile, quando con gli occhi si pronuncia serenità oppure dolore. Ebbene dopo quell'istante agli altri non resta che l'immaginazione, non resta che un dubbio, referenziale, quello primordiale, se veramente l'esperienza di vita ha un seguito.
Poi mi sono detto, forse esistono altri spazi, emozioni, sentimenti, che non possiamo condividere o non vogliamo ovvero non riusciamo a farlo. Astraendo, è come se si ergesse un muro, una linea di confine che tanto riesce a proteggere quanto a soffocare, un ammasso di aspettative, di desiderio e di possesso, di incapacità di comprendere e di mettere a fuoco le coscienze, di egoismo o più semplicemente di troppa superficialità. Inseguendo una libellula in prato, ho pensato alla condivisione paragonandola alla bibbia, all'antico e al nuovo testamento, e vuoi per l'educazione ricevuta, vuoi per la paura di vivere, spesso si guarda alle cose, alla vita, agli altri, come se vivessimo soltanto di antico. Nell'antico testamento trovi di tutto, il sesso, gli angeli, i vizi e le virtù tutte, proprio come i nostri giorni, i nostri vicini, gli esseri che in qualche modo interagiscono con noi. Mi permetto di dire che l'antico testamento è una sorta di enciclopedia delle vicende dell'uomo sapiens. Scegliamo spesso di essere come l'uomo sapiens sottovalutando il peso dei sentimenti, sottovalutando l'arte, disprezzando chi è povero. Il nuovo invece si riassume bene nelle parole con le quali Cristo stravolse la legge, "amatevi gli uni gli altri", e ditemi voi se questa non è immagine di vera condivisione.