giovedì, luglio 17, 2008

nessuna news

Non cerco mai di migliorarmi o di imparare qualcosa, rimango esattamente come sono. Non sono uno che impara, sono uno che evita. Non ho voglia di imparare, mi sento perfettamente normale nel mio mondo pazzo; non voglio diventare come gli altri

giovedì, luglio 03, 2008

Semper lu


E siamo alle solite. Il governo si è insediato da nemmeno due mesi che già Berlusconi propone e impone la consueta legge "ad personam", fatta su misura per salvarlo da quelli che vengono pudicamente chiamati i suoi "guai giudiziari". È un dejavù. Ma questa volta la legge è talmente scombicchierata, sconclusionata, assurda, irragionevole, irrazionale, spudorata e, soprattutto, devastante per l'intero ordinamento giudiziario e per il convivere civile che si stenta a credere che due senatori abbiano osato proporla, un governo e un ministro della Giustizia l'abbiano fatta propria, una maggioranza l'abbia sostenuta e un Parlamento l'abbia approvata. Perché è una legge che non si è mai vista nè nel Primo nè nel Terzo Mondo e nemmeno all'altro mondo. Perché non sta nè in cielo nè in terra.Dunque, un emendamento inserito in un decreto che prende il nome, divenuto quanto mai beffardo, di "decreto sicurezza", statuisce la sospensione dei processi in corso che riguardano reati commessi prima del 30 giugno 2002 e che prevedono una pena non superiore ai dieci anni di carcere. Un ulteriore emendamento intima ai magistrati di dare priorità, anche per il presente e il futuro, ai reati che hanno una pena edittale superiore ai dieci anni. La "ratio" di questi emendamenti è di "dare priorità ai reati che destano maggior allarme sociale". Perché non destano "allarme sociale" le rapine, i sequestri di persona, le estorsioni, gli stupri, le violenze sessuali, la bancarotta fraudolenta, la concussione, la corruzione, la corruzione di magistrati che non sono che una parte di quelli che rientrano nella norma che prevede la sospensione dei rispettivi processi e per alcuni dei quali la stessa maggioranza non fa che invocare la "tolleranza zero"? E non desta "allarme sociale" che un presidente del Consiglio abbia potuto corrompere un testimone, in due distinti processi, pagandogli 600 mila dollari perché mentisse, è esattamente il reato per cui l'onorevole Berlusconi è sotto processo davanti al Tribunale di Milano, e che rientra naturalmente fra quelli che verranno sospesi (reato attribuito al premier è, guarda caso, del febbraio 2001), e per il quale è stato organizzato tutto questo incredibile baradan? Senza contare che tutto ciò dilata ulteriormente i già lunghissimi tempi della giustizia italiana di cui tutti, a parole, lamentano, e che ne sono il vero cancro. E senza nemmeno mettere in conto che queste norme inaudite violano almeno tre principi fondamentali del nostro ordinamento, costituzionalmente garantiti: l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, l'indipendenza della Magistratura, l'obbligatorietà dell'azione penale. E che indicazioni ne trarranno, per il presente e per il futuro, i rapinatori, gli stupratori, gli scippatori, i topi d'appartamento, i bancarottieri, i concussori, i corruttori? Un intero ordinamento giuridico viene scardinato a pro di una singola persona. Norme del genere avrebbero innescato una rivoluzione non dico in un qualsiasi Paese liberaldemocratico e occidentale, ma nel Burundi, nel Burkina Faso, nel Benin. E invece da noi stanno per passare tranquillamente salvo qualche ammoina dell'opposizione il cui leader, Walter Veltroni, ha affermato che "è stata strappata la tela del dialogo". Qui ciò che è stato strappato, anzi stracciato, è il diritto che riguarda tutta la comunità e non il rapporto con l'opposizione di cui potremmo anche fregarcene. Così come la questione non riguarda lo scontro fra Esecutivo e Magistratura. Riguarda noi tutti.Che fare? Forse sarebbe stato meglio dar retta a un modesto suggerimento che mi permettevo di dare sul Tempo di Roma (che non è esattamente un quotidiano di sinistra) a metà degli anni '90, quando Berlusconi cominciò la sua devastante campagna contro la Magistratura italiana. E cioè, varare una norma del tutto speciale, sulla falsariga delle "Disposizioni transitorie e finali" che stanno in coda alla nostra Costituzione, e che recitasse, più o meno, così: "Silvio Berlusconi, i suoi discendenti, le sue consorti, i suoi consanguinei e tutti i membri, a qualsiasi titolo, della Casa di Arcore sono dispensati, per il passato, il presente e il futuro, dall'obbligo del rispetto delle leggi penali". Ci saremmo perlomeno risparmiati lo scempio di questi giorni.
Massimo Fini
Uscito su "Il gazzettino" il 20/06/2008

venerdì, giugno 20, 2008

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giovedì, giugno 05, 2008

Quinto potere

Non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che vanno male... abbiamo una crisi, molti non hanno un lavoro, e chi ce l'ha ha la paura di perderlo...
Il potere di acquisto del dollaro è ZERO, le banche stanno fallendo, i negozianti hanno il fucile nascosto sotto il banco, i teppisti scorrazzano per le strade e non c'è nessuno che sappia cosa fare e non se ne vede la fine...
Sappiamo ormai che l'aria è irrespirabile e che il nostro cibo è immangiabile, stiamo seduti a guardare la TV mentre il nostro telecronista locale ci dice che oggi ci sono stati 15 omicidi e 73 reati di violenza, come se tutto questo fosse normale!sappiamo che le cose vanno male, più che male!è la follia...
E' come se tutto fosse impazzito, così che noi non usciamo più, ce ne stiamo chiusi in casa e lentamente il mondo in cui viviamo diventa sempre più piccolo, diciamo soltanto: "almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti per piacere, lasciatemi il mio tostapane la mia TV la mia vecchia bicicletta e io non dirò niente, ma...ma lasciatemi tranquillo!"
Beh io non vi lascerò tranquilli, io voglio che voi vi incazziate! non voglio che protestiate, non voglio che vi ribelliate, non voglio che voi scriviate al vostro senatore perchè non saprei cosa dirvi di scrivere...
Non so cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione e i russi e la violenza per le strade, io so soltanto che prima DOVETE INCAZZARVI!DOVETE DIRE "SONO UN ESSERE UMANO PORCA PUTTANA! LA MIA VITA HA UN VALORE!"...
quindi...
io voglio che ora voi vi alziate, voglio che tutti voi vi alziate dalle vostre sedievoglio che vi alziate proprio adesso e che andiate alla finestra, e che l'apriate e che vi affacciate tutti ed urlate "SONO INCAZZATO NERO E TUTTO QUESTO NON LO ACCETTERO' PIU'!!!"
voglio che vi alziate in questo istante - alzatevi, ALZATEVI aprite e mettete fuori la testa e urlate "SONO INCAZZATO NERO E TUTTO QUESTO NON LO ACCETTERO' PIU'" le cose devono cambiare [...]
e allora penseremo a cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione e la crisi energetica! ma cristo alzatevi dalle vostre sedie, andate alla vostra finestra mettete la testa fuori e ditelo, gridatelo... "SONO INCAZZATO NERO E TUTTO QUESTO NON LO ACCETTERO' PIU'!"

sabato, maggio 17, 2008

Le ultime parole fumose

Ormai il parlamento italiano ospita due destre: la banda Berlusconi e il partito democratico. La seconda è moderata. Con la prima.

giovedì, maggio 01, 2008

Era ora

Vendo giacche, maglioni e cravatte in cachemire causa forzato pensionamento.
Telefonare Fausto

venerdì, aprile 11, 2008

Qualcosa si puo' fare anche se vince LUI !!!


In 1974 a 33 year old man named George Davis was convicted of robbing the payroll of the London Electricity Board in Ilford. He was nailed on the evidence of cops who were outside the bank at the time of the robbery and was sent to prison for 20 years.However, his friend Peter Chappell was convinced Davis was innocent and inspired by discrepancies in the police statements and the fact that none of the bloodstains at the scene matched with the defendant, started calling for Davis' release. Chappall enrolled some friends and embarked on one of the largest sustained grafitti campaigns Britain has ever seen. Over the following months 'G DAVIS IS INNOCENT' appeared on walls, bridges and tunnels from one side of London to the other, some of which are still visible today.The vandalism culminated in Chappell and four others breaking into Headingley cricket ground in August 1975 the night before a test match between England and Australia. Using plastic cutlery from a service station they dug holes in the pitch, filled them with oil and painted 'Sorry it had to be done, but George Davis is innocent' in large white letters on the wall as they left. The match was postponed and Chappell got 18 months for criminal damage.The campaign brought the case to the attention of the Home Secretary who after a police inquiry released Davis two years into his sentence using the highly exceptional and controversial Royal Prerogative of Mercy.

The fight to free George Davis was one of the most spetacular campaigns ever fought against injustice, an achievement only slightly marred when a year after his release Davis was found guilty of robbing the Bank of Cyprus for which he served six years, and three years after which he was caught red-handed robbing a mail train.


George Davis is now a free man and happily married to the daughter of a North London Chief Inspector of Police.

venerdì, aprile 04, 2008

Da Firenze alla sardegna




giovedì, febbraio 21, 2008

Ecco per chi votare


Stampa anche tu come me il simbolo. Incollalo nella scheda e metti una bella X sopra.

giovedì, febbraio 14, 2008

Come dissi nel 2006


Buon san Valentino a tutti. A tutti quelli che sono innamorati, a quelli che vorrebbero esserlo e e non ci riescono, a quelli che non lo sono mai stati ma che che ci credono sempre.
A quelli che non ci hanno mai creduto e mai ci crederanno.
A quelli che dicono “se pero’ non fosse andata cosi’
A quelli che perdono ogni possibile occasione, felici o meno di farlo.
A quelli che non crescono mai e poi domani si vedra’.
Insomma buon San Valentino a tutti ed un po’ anche a me.

martedì, febbraio 05, 2008


Siamo senza governo e col cuore in inverno, senza uno stato, senza un passato, senza che nessuno si sia mai vergognato, senza ritegno, senza contegno, senza denaro, senza riparo, senza progetto, senza rispetto, senza testa, senza ricambi e con troppi Rambi di cartapesta.
Senza piu' sogni e con troppi bisogni, Senza Sarko' ma con Veltro'. Senza cultura ma con spazzatura, Napoli bella, baracche e Obama-stella. Senza dignita' ma pieni di se': di se e di ma. Siamo ancora il Paese Senza di cui scriveva Arbasino e poi Fruttero nella Prevalenza del cretino.
Siamo furenti eppure un po' stufi di mostrare i denti, cresce il magone ma anche la voglia di grande coalizione.


Il cielo e' scuro, pero' non butta fango ma neve, e siccome ripartire e' duro, e' un eroismo lieve, ci piacerebbe ricominciare da qui: da due bambini cosi', che si baciano come si deve. Romeo e Giulietta, Paolo e Francesca. Chiamateli come volete, ma questo bacio e' il futuro che non muore, nemmeno in questa Italia di atei travestiti da suore.

domenica, gennaio 20, 2008

Come e' lontana l'italietta vista da qui (Disneyworld)




Un cardiologo premiato grazie a una tessera di partito. Non è reato. Un ginecologo sostituito solo perché la sua casacca non coincide con il colore (pro tempore) del potere locale. Non è reato. Attenzione però, perché anche i «non reati» possono talvolta produrre valanghe emotive di rigetto nell'opinione pubblica avvelenata. Come nel '92. Peggio del '92. Mastella e lo stato maggiore dell'Udeur campana facciano un giro, se ne hanno tempo e voglia, sui blog che infiamano il variopinto arcipelago internettista. Troverebbero una ferocia senza limiti, un disprezzo radicale per la politica, parole di una violenza inusitata. Per carità, sono solo blog: spesso sboccati, sconclusionati, culturalmente e psicologicamente border line, attrezzati a soffiare sui miasmi più beceri e qualunquisti dell'antipolitica. Ma segnalano che, anche se non sono reati, la lottizzazione sistematica dei camici bianchi e l'occupazione totale della sanità da parte della politica riescono a scatenare reazioni ancor più rabbiose e risentite di quelle che affiorerebbero in presenza di un reato conclamato.
Possibile che sia accettata come prassi normale, consueta, persino ovvia che non solo nell'amministrazione di una Asl e nel viavai dei primari d'ospedale, ma persino, come in parte appare nelle carte emerse nell'esplosione del caso Campania, tra i cardiologi, i ginecologi, i pediatri prevalga un criterio lottizzatorio tanto capillare e pervasivo? E' possibile accettare su un tema tanto delicato come la salute dei singoli e delle famiglie che qualsiasi criterio di talento, capacità, esperienza professionale sia penalizzato a favore dell'affiliazione di partito, dell'appartenenza politica, del rapporto stabilito con i poteri locali? Non è reato, ma lascia interdetti. E' solo una prassi abituale e non una faccenda da codice penale, ma fa imbufalire anche il cittadino più mite e poco incline ai furori dell'antipolitica. Come nel '92, appunto. Anche allora, all'inizio, si minimizzò, si invocò l'attenuante del costume generalizzato, il diffondersi di una prassi che sembrava ovvia, normale, persino accettabile. Ma la ghigliottina giudiziaria trovò un terreno molto accogliente in una rabbia compressa contro i partiti che occupavano tutto, lottizzavano tutto, si comportavano dappertutto come padroni onnipotenti.

La piazza, sentendo l'odore del sangue e l'ebbrezza della decapitazione, cominciò ad adorare i giudici come angeli vendicatori, strumenti provvidenziali di una cruenta rappresaglia da attuare nelle aule dei tribunali e non con i mezzi messi a disposizione dalla democrazia. Finì come finì, con l'eccitazione giustizialista che non sapeva più distinguere tra reato e costume, tra fatti penalmente rilevanti e consuetudini ampiamente consacrate dall'uso. Oggi ci si attesta su un'analoga trincea. L'evidente eccesso giustizialista che connota l'inchiesta anti-Mastella (quasi stravagante se non contenesse un evidente malanimo nei confronti del «nemico» politico) suscita nella classe politica un riflesso autodifensivo che si appella al costume per rivendicarne l'irrilevanza penale. È in effetti così: la lottizzazione è un costume trasversale che rende semplicemente ovvia la presenza invasiva dei partiti in ogni ente pubblico regolato secondo il criterio delle nomine politicamente stabilite. Ma forse il ginecologo lottizzato è un po' troppo. E questo «troppo» può essere la scintilla che accende il furore, che alimenta e determina l'accecamento antipolitico di chi non aspetta che un segnale per saltare addosso ancora una volta sugli odiati partiti: come quando nella febbre di Tangentopoli la piazza si elettrizzava per la politica in manette. Un disgusto che, stavolta, non risparmia nessuno, non distingue tra gli schieramenti. Anche se non c'è reato. Anche se è solo ordinaria lottizzazione, costume, e malcostume. Non sarebbe il caso di trovarne un altro?

giovedì, gennaio 10, 2008

In morte di un eroe

Prete: Dimmi, figliolo.
Perozzi: Sbiliguda venial... Con la supercazzola prematurata.
Prete: Come, figliolo?
Perozzi: Confesso, come foss'antani, con lo scappellamento... A destra e... Costantinato ammaniti.
Prete: Quante volte, figliolo?
Perozzi: Fifty-fifty per la fine... Come fosse mea culpa... Alla supercazz...
Prete: Ed io ti assolvo, dai tuoi peccati.

mercoledì, dicembre 12, 2007


«Molto poco caro Partito Demokratico, questo è un krapfen attack! In questo 12 dicembre di lutto e di memoria mai sopita, siamo qui a ringraziarvi dolcemente per averci regalato un bel 'pacco' sicurezza. Lo avete fatto per il bene di tutti e tutte noi, per farci sentire tutti e tutte più a nostro agio nella nostra quotidianità di 'produci consuma, crepa'.....Sicuri che il vostro simbolo elettorale è una schifezza grafica che fa il paio con la vostra schifezza morale. Sicuri e sicure che state mettendo in opera un progetto di deriva autoritaria, finalizzata a reprimere il conflitto sociale e il dissenso di tutti coloro che non amano la pacificazione vagheggiata dalla governance di SuperWalter. Allora beccatevi i nostri krapfen umanitari, le nostre bombe alla crema intelligenti, che vi vadano di traverso. 12 dicembre 1969: no alla strategia della tensione. 12 dicembre 2007: no alla strategia della paura».

lunedì, dicembre 10, 2007

La felicita' sta nelle piccole cose