martedì, luglio 03, 2007

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ognigiorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero subianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di unosbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire unsogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa igiorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
(Martha Medeiros dopo rettifica di Phantom)

2 Comments:

Blogger Mr.Grasshopper said...

bella!

11:30 AM  
Blogger Phantom said...

ehm...e si scopri', dopo Mastella, che la poesiola e' di tal Martha Medeiros (Brasile). E' una bufala (l'attribuzione a Neruda) che gira in rete già da tempo e che la Fundación Pablo Neruda ha definitivamente smentito: "Ese poema NO es de Pablo Neruda. Gracias por preguntar. Fundación Pablo Neruda".
;-)

8:42 AM  

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